19 aprile 2014 · Ultime notizie:

Aurelia bloccata, no all’inceneritore e alla discarica

La manifestazione sull'Aurelia

La manifestazione sull'Aurelia

«Difendiamo la nostra pelle, le nanoparticelle non sono caramelle». I bimbi di Valcanneto, frazione di Cerveteri, hanno detto «No all’inceneritore e alla discarica» intonando questo melodico ritornello. Anche loro erano fra gli oltre 2mila protestanti che ieri mattina, con cori, striscioni, slogan e fischietti hanno bloccato di nuovo la via Aurelia, a Torrimpietra. Il motivo? Ribadire la contrarietà all’impianto di smaltimento dei rifiuti individuato, dalla Regione, in località Pizzo del Prete a Castel Campanile, nel comune di Fiumicino. Mentre stavolta la mucca Libertà è rimasta al fresco nella stalla dell’agriturismo Quattro Ricci di Borgo San Martino (due sabati fa era in testa al sit-in), sulla statale, a fianco dei cittadini e dei comitati, ci sono finiti un mulo, un asino e un pony. E anche i trattori. Inevitabili però i disagi per i lavoratori e per tutti i vacanzieri diretti verso gli arenili di Fregene e Ladispoli. Momenti di tensione poi quando alcuni automobilisti, per nulla solidali con i membri del corteo, hanno insultato i manifestanti rischiando il linciaggio.

Difficoltà anche per un romano impossibilitato a raggiungere l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro: suo figlio, dopo un malore, è rimasto bloccato in auto. La grande afa non ha comunque fermato i cittadini provenienti dalle città del litorale e del lago. Da Ladispoli, passando per Cerveteri, Bracciano e Anguillara per finire a Fiumicino, Palidoro ed Aranova. «La manifestazione è riuscita alla grande – dice il portavoce del comitato Rifiuti Zero Fiumicino, Massimo Piras – È nato un movimento inarrestabile che chiede rispetto per il territorio, garanzie per il futuro e serenità per la salute». Presenti all’appello i sindaci di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, di Cerveteri, Gino Ciogli, di Anguillara, Francesco Pizzorno e la vicesindaco di Bracciano, Elena Carone. Ma anche il presidente della Coldiretti di Roma, David Granieri: «Non si può pensare – afferma Granieri – di poter intaccare il cuore pulsante dell’agricoltura laziale. È impensabile».

Non poteva mancare l’indemoniato Don Luigi, parroco de I Terzi (a 2 chilometri da Pizzo del Prete), sempre in prima linea: «La Polverini – tuona Don Luigi Bergamin – dice che io devo pensare alle anime. Bene, lei invece pensi ad andare a casa. Anzi, venga sul palco a metterci la faccia se ne ha il coraggio e si compri una casa di fronte a questo “coso” che ci vuole mettere qui rovinando la salute ai cittadini, ai bambini e agli animali. Ma non ce l’hanno un briciolo di coscienza questi politici? Ma si confessano?». Polemiche sì, ma anche ironia sulla via Aurelia. «A quanto pare di eco-balle ne sparano molte lì in Regione – afferma il titolare del Casale del Castellaccio e proprietario delle terre di Pizzo del Prete, Claudio Lauteri – sono stato a visitare la discarica di Peccioli. Altro che impianto all’avanguardia. Sapete che ho visto? Camion che scaricano, gabbiani, abitanti esasperati mentre la puzza si sentiva bene». di Emanuele Rossi

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