23 aprile 2014 · Ultime notizie:

Respinta la mozione di sfiducia a Renata Polverini

Renata Polverini

Renata Polverini

Renata Polverini incassa il no alla mozione di sfiducia, la sua maggioranza – dopo che lei stessa due settimane fa aveva detto «la coalizione non esiste più» – vota compatta (42 no) e la minoranza perde pure qualche pezzo per strada (26 sì). Lieto fine? Se si potessero scrivere i fuori onda dei consiglieri regionali del Pdl, soprattutto di area ex Forza Italia, che ieri in aula sono rimasti in religioso silenzio, la storia sarebbe differente. Ma basta limitarsi alla lettera che Piso e Pallone, coordinatore e vicecoordinatore del Pdl, hanno scritto per la Polverini per capire che i problemi non sono risolti. Tornano a chiedere al presidente garanzie sui provvedimenti che stanno per arrivare in consiglio regionale: piano casa, rifiuti, ospedali, servizio idrico. Oggi si svolgerà un nuovo vertice dei leader del Pdl, a cui parteciperanno anche i presidenti delle Province (Viterbo, Frosinone e Latina) dove lo scontento è altissimo. Lo dimostra l’iniziativa del presidente della Provincia di Viterbo Meroi (Pdl) che ha annunciato un ricorso al Tar contro la Regione che ha innalzato la tassa dei rifiuti. Il terremoto nella maggioranza era stato causato da due motivi: lo scontro fratricida ai ballottaggi e il passaggio di un consigliere dalla Lista Polverini al Pdl (Bernaudo: «Troppe reazioni scomposte, la mia è stata una scelta politica coerente di condivisione al progetto riconducibile a Berlusconi»). Così, il dibattito sulla mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra, con tutti i capigruppo della maggioranza a rinnovare la fiducia alla presidente Polverini (sono otto grazie alla costosa moltiplicazione dei monogruppo), è stato un esercizio di stile.

Dall’opposizione Nieri (Sel), Bonelli (Verdi), Rossodivita (Radicali) e Maruccio (Idv) chiedevano alla Polverini di giustificare la sua frase «questa coalizione non esiste più», lei ascoltava in silenzio, prendeva appunti, armeggiava con il suo iPad 2 con cover arancione, dava l’impressione di non volere parlare. Le proteste della minoranza l’hanno convinta a replicare: «Non è che non volessi parlare per mancanza di rispetto all’aula ma io sono state eletta per governare la Regione. E se la mia presenza serve a fare lavorare di più il consiglio regionale verrò più spesso. Non ci sto a essere una presidente contestata per l’inefficienza del Consiglio». E’ stata la prima stoccata, dopo che Gigli (Udc) aveva denunciato una difficoltà di rapporti fra presidente e consiglio, fra assessori e commissioni («serve un cambio di passo»). In serata il presidente del consiglio regionale Abbruzzese è corso a precisare: «Quest’aula sta lavorando molto bene». Renata Polverini ha assicurato: «La giunta ha fatto moltissimo. Penso all’accordo con il ministero, tutti i 1780 lavoratori socialmente utili del Lazio saranno stabilizzati. La maggioranza è più forte di prima». Al termine del consiglio i giornalisti le hanno chiesto se si fosse pentita della frase sulla coalizione che non esiste più: «No, non rinnego nulla». Montino, capogruppo Pd: «La crisi della maggioranza inizia ora». di Mauro Evangelisti

Notizie correlate

Commenta

*