20 aprile 2014 · Ultime notizie:

San Camillo, accessi impropri e ricoveri degli anziani

Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini

Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini

I carabinieri del Nas sono tornati all’ospedale San Camillo. Si sono presentati ieri mattina per acquisire «imponente documentazione» al Pronto soccorso, nell’ambito dell’inchiesta della Procura sui disservizi nei reparti di emergenza della Capitale. I militari avevano già ispezionato due settimane fa i reparti del nosocomio, e ora hanno voluto verificare il numero degli accessi al Pronto soccorso e la destinazione dei numerosi anziani che si presentano ogni giorno al Dipartimento emergenza e accettazione (Dea). Era stato proprio il sovraffollamento del reparto, con pazienti anche gravi assistiti su materassi poggiati a terra, documentato da un video, a far scattare l’indagine.

I militari avranno il compito di accertare se gli ingressi sono «conformi» ai requisiti richiesti e se, tra questi, la maggior parte possa essere considerata «indebita», ovvero non necessaria, come denunciato da più parti. Rispetto agli anziani, invece, l’accertamento mira a verificare se dal Pronto soccorso vengano poi mandati in centri specializzati – quando serve – e se questi ultimi funzionino. Per completare l’acquisizione del materiale e compiere un primo esame dovrebbero servire alcuni giorni. Poi, i Nas andranno anche al Policlinico Umberto I. Il più grande ospedale d’Europa è al centro di un altro caso choc, quello della malata di Alzheimer tenuta quattro giorni al pronto soccorso legata a una barella. Due dirigenti del Dea sono stati sospesi per tre mesi dalla direzione generale.

L’inchiesta di piazzale Clodio si occuperà anche degli appalti. Il procuratore aggiunto Leonardo Frisani e i pm Rosalia Affinito ed Elisabetta Cenniccola, esamineranno la documentazione del San Camillo, dell’Umberto I e anche del policlinico di Tor Vergata. L’attività di investigazione sarà tutta concentrata sulle commesse esterne assegnate dagli ospedali: dalla pulizia al servizio lavanderia, alle mense, alla sorveglianza. Cifre a sei zeri che costituiscono una voce forte nei conti e che, per questo, hanno portato anche all’acquisizione dei bilanci delle aziende sanitarie.

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