29 luglio 2014 · Ultime notizie:

Metro Rebibbia cade a pezzi, buche e avvallamenti

Metro Rebibbia

Metro Rebibbia

Una zona franca. Dove non si capisce di chi sia l’autorità e la responsabilità. L’area davanti l’ingresso della metro Rebibbia sembra uscita da un bombardamento. Mattoni saltati, buche, avvallamenti. Una situazione pazzesca che sembra non avere un responsabile. L’atrio, infatti, sembra non essere di nessuno. E così Atac, Dipartimento e Municipio si rimpallano le responsabilità da quasi un anno. Il risultato? Per entrare nella stazione si deve fare la gimkana, stando ben attenti a non cadere a terra. Sì, perché a Rebibbia il pericolo è davvero grande: nel piazzale, realizzato in mattonatura color biscotto, le buche sono profonde anche 15 centimetri. Basta poco per fratturarsi una caviglia. «Specialmente gli anziani sono le persone più a rischio – dice Flamina Sandri, habitué della linea B – più passano i giorni e più la situazione peggiora. Dovreste vedere quando piove cosa succede qui: le buche diventano trappole rese invisibili dall’acqua e la gente cade a ripetizione».

In alcuni punti, dove la pavimentazione è più dissestata, sono state messe delle transenne, ma la situazione cambia poco: per prendere la metropolitana si deve stare attenti. Come se non bastassero calcinacci, pezzi di mattonelle e avvallamenti vari ci si mette anche uno stuolo di venditori ambulanti proprio a ridosso dell’ingresso: il livello di difficoltà sale. Non si deve stare attenti a non cadere, ma anche a non inciampare tra borse taroccate, cd masterizzati, cover di telefonini e foulard di seta made in China. «Una vera bolgia – spiega Valerio, studente di ingegneria – ho girato moltissime metropoli e in nessuna parte del mondo l’accesso a una stazione è come qui. Siamo davvero unici». Basterebbe poco per sistemare almeno la pavimentazione: invece è quasi un anno che l’effetto bombardamento domina la scena. Chi deve sistemare i danni? Non siamo riusciti ancora a capirlo. Quello che speriamo è che vedendo le foto qualcuno dell’Amministrazione riesca a trovare un responsabile. Intanto Rebibbia, come d’altronde tutte le zone a ridosso delle stazioni metro, è terra franca. Occhio alle cadute, dunque. di Franco Pasqualetti

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