28 agosto 2014 · Ultime notizie:

Furto da Bechis davanti alla scorta di Alemanno

Franco Bechis

Franco Bechis

Hanno compiuto un furto in un appartamento davanti alla casa del sindaco Alemanno alla Balduina, sono riusciti a passare sotto il naso della polizia (ci sono sempre due auto di guardia lungo la strada) e se ne sono andati con un apparecchio iPad in cui c’erano i numeri di telefonino di Berlusconi e di mezzo Governo. Non lo sapevano, è ovvio, ma la cosa resta. Vittima del colpo, tanto per arricchire una vicenda già satura di spunti, è Franco Bechis, 48 anni, vicedirettore del quotidiano Libero, che giovedì pomeriggio la notizia è circolata solo ieri si è ritrovato con l’abitazione svaligiata. Bechis, sposato, tre figli, abita di fronte al palazzo in cui vive Alemanno dall’altra parte della strada. «Ci sono sempre due volanti all’ingresso racconta il giornalista e non si può fare a meno di notare che nessuno si è accorto di nulla. Per onestà, devo dire che i ladri hanno portato via tutte cose piccole e quindi, pur essendo entrati e usciti dal portone, possono essere passati inosservati». Il furto è stato messo a segno tra le cinque del pomeriggio («Quando è uscito uno dei figli», spiega Bechis) e le sei e quaranta («L’ora in cui è rientrata mia moglie»).

Ma il fatto più incredibile è accaduto dopo. Gli sconosciuti hanno portato via due computer, telefonini, gioielli di famiglia e, appunto, un iPad. «Non tutti lo sanno dice Bechis Ma l’apparecchio può essere localizzato con un sistema satellitare. Ero in ufficio al giornale e quando ho saputo del furto mi sono subito collegato con il computer. Il segnale era nitido. I ladri erano alla Borgata Finocchio e si sono fermati in una ex cava di gesso». Bechis ha telefonato di corsa al “113” dando la localizzazione dei ladri. Non Bond James Bond bensì un uomo in carne ed ossa. «Ma l’operatore sostiene il giornalista ha avuto un attimo di sorpresa. C’è voluto parecchio tempo per convincerlo che il sistema era reale. Quando è stata mandata una volante i ladri erano andati via. Anche perché io, sempre con il computer, avevo disattivato l’apparecchio. C’erano numeri di persone importanti. Non potevo lasciarli in balìa di chissà chi».

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Comments

  1. Elvira says:

    giacinto tufaro sicvre:lasciamogli il finanziamento pubblico ed eliminiamogli le buste paga, con esso si paghino lo stipendio di tutta la casta se non altro per il fatto che non sono dipendenti pubblici ma di fatto collaboratori o dipendenti di partiti. Solo cosi si vedranno i risultati perche8 saranno costretti a far quadrare i conti e non potranno pif9 dire che la politica costa e ha bisogno di finanziamenti. Sare0 automatico la riduzione di tante prebente e forse avremo la politica di passione e non pif9 di affare.

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