22 novembre 2014 · Ultime notizie:

Droga e riciclaggio tra Roma e Boston: 69 arresti

Traffico di droga

Traffico di droga

Dieci milioni di euro e una tonnellata di droga sequestrati. Sessantanove arresti tra l’Italia (9 solo a Roma), l’America e la Colombia. Questo il bilancio della maxi operazione antidroga conclusa dalla Mobile in collaborazione con gli agenti della Dea (l’agenzia antidroga americana) e la polizia colombiana. Nella rete degli investigatori coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, a capo della Dda, sono finiti gli ultimi narcotrafficanti e affiliati dell’organizzazione internazionale che da due anni è al centro dell’operazione Fire and Ice. Agenti sotto copertura, pedinamenti e intercettazioni hanno permesso agli agenti della Mobile guidata da Vittorio Rizzi in trasferta a Boston, e ai colleghi stranieri di arrivare fino al capo del cartello colombiano arrestato ieri nell’isola caraibica di Aruba. I narcotrafficanti avevano messo in piedi un sistema di money laundering e drug trafficking, ossia pulivano e reinvestivano i soldi sporchi in attività commerciali, acquistando ville di lusso e altra droga. Gli investigatori hanno scoperto tre conti correnti attivi in alcuni istituti di credito di San Marino da 1.500.000 euro. I soldi da riciclare venivano dati agli affiliati libanesi e tedeschi. Gli agenti italiani e americani sotto copertura hanno seguito il flusso dei soldi per scoprire chi teneva le fila dell’organizzazione che faceva passare droga e soldi dal Libano e dalla Germania. Per due anni gli 007 hanno portato i soldi della droga all’estero, aprendo anche dei conti correnti per non perdere d’occhio il denaro. Nel maggio scorso gli investigatori sequestrarono una tonnellata di cocaina e 400.000 euro.

Tra i cinque romani arrestati c’era Damaso Grassi, che per il fisco era un nullatenente, ma viveva in una villa con piscina ai Castelli. La polizia scoprì anche che l’organizzazione usava dei codici per comunicare il numero dei voli e dei carichi che arrivavano a Fiumicino: il codice Alfa, che riguardava una traslazione dei numeri in lettere, il codice basico, che era una casella mail dove trafficanti e affiliati lasciavano messaggi da inviare a indirizzi di fantasia e non venivano in realtà mai spediti. Tutti i messaggi erano criptati con questi codici, oppure la banda usava testi di canzoni. Molti di loro, Damaso Grassi compreso, facevano parte di piccoli gruppi musicali e per mandare messaggi ai complici scrivevano «ti mando il testo della nuova canzone». «Con la conclusione dell’operazione Fire and Ice – dicono gli investigatori – abbiamo sgominato un’organizzazione che aveva esteso la sua rete in tutto il mondo». di P. Vu.

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