23 dicembre 2014 · Ultime notizie:

Discarica di Palidoro, in seicento bloccano l’Aurelia

In 600 bloccano l'Aurelia

In 600 bloccano l'Aurelia

Erano in seicento, c’erano famiglie con i bambini, ma anche consiglieri regionali e il sindaco di Ladispoli. Ieri mattina hanno bloccato l’Aurelia, vicino a Torrimpietra, causando disagi al traffico e lunghe attese. Si sono inventati una forma di protesta fantasiosa: hanno passeggiato sugli attraversamenti pedonali. Contestavano il progetto di realizzare una discarica e un inceneritore a Palidoro, nel territorio di Fiumicino. E’ solo una delle proteste di questi giorni, alla vigilia del piano dei rifiuti e della scelta sul «dopo Malagrotta». Proprio il proprietario della società che la gestisce, Manlio Cerroni, ha denunciato: «Le discariche non vengono pagate dai comuni, abbiamo 20 milioni di crediti. Chiederemo alla Regione di fare la propria parte. Altrimenti, ci rivarremo sugli utenti».

Il cammino del piano. Con queste premesse, il varo del piano regionale dei rifiuti (con la parallela indicazione di un sito in cui realizzare un impianto per il dopo Malagrotta) rischia di alimentare ancora di più la tensione, in una regione in cui nei mesi scorsi ci sono state già fasi molto difficili per le rivolte dei cittadini contro le chiusure o i ridimensionamenti degli ospedali. Domani il piano dei rifiuti tornerà in commissione ambiente, ma la fase decisiva si giocherà in consiglio regionale. E qui però si materializzano le difficoltà della maggioranza, con il Pdl che incalza il presidente Renata Polverini e con il numero legale che è mancato perfino per il piano delle cave (decisamente meno delicato di quello dei rifiuti).

Si allontana il sito. Qualcuno però fa notare che una frenata della Polverini c’è già stata: non si parla più di indicazioni di un sito alternativo a Malagrotta entro la fine del mese, ma solo di una serie di siti che hanno le caratteristiche necessarie. Osserva Massimiliano Iervolino, componente della giunta dei Radicali: «Non è una differenza da poco». Cosa ha detto esattamente il presidente Renata Polverini? Ecco la dichiarazione dell’altro giorno: «Da qui al 29 giugno daremo chiaramente quelle che sono le località che la Regione ha individuato e che hanno i requisiti necessari per la salvaguardia della salute dei cittadini». Insomma, non più il sito per un impianto che consenta la chiusura di Malagrotta, ma una lista da cui scegliere.

Aurelia bloccata. Ma cosa è successo ieri sull’Aurelia? In seicento hanno manifestato a Torrimpietra per dire no all’ipotesi di un inceneritore con una discarica a Palidoro. Alle 11, per protesta, i manifestanti hanno attraversato a un passaggio pedonale, causando così rallentamenti per il traffico in gran parte diretto al mare. L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato rifiuti zero Fiumicino. Hanno partecipato anche i comitati cittadini di Cerveteri, Ladispoli, Anguillara, Valcanneto, Borgo San Martino e Bracciano. C’erano famiglie con i bambini, tante gente con fischietti, padelle e megafoni. Fra i sindaci, era presente quello di Ladispoli, Crescenzo Paliotta. Il consigliere regionale dei Verdi, Angelo Bonelli ha spiegato: «Siamo contrari all’incredibile localizzazione di un impianto di trattamento rifiuti per la produzione di Cdr, di un inceneritore e di una discarica in località Castel Campanile-Palidoro nel Comune di Fiumicino. Abbiamo voluto portare la solidarietà a chi si sta opponendo alla realizzazione di questo scempio ambientale, che potrebbe sorgere a meno di un chilometro dall’ospedale Bambin Gesù».

Ipotesi commissario. Dal Pdl Donato Robilotta (che è anche presidente dell’Arall, Associazione regionale autonomie locali del Lazio), dice no all’ipotesi del commissariamento, vale a dire che al presidente Polverini siano assegnati i poteri da commissario anche per i rifiuti: «E’ irresponsabile continuare a diffondere falsi allarmismi su una ipotesi di commissariamento della Regione sui rifiuti: questa condizione non esiste. Il Lazio è uscito dalla fase di emergenza e dal commissariamento a fine 2008 con un decreto firmato dal Governo Prodi e dopo alcune decisioni prese dal commissario Marrazzo, tra cui l’autorizzazione all’impianto di gassificazione ad Albano e quelli di Tmb (trattamento meccanico biologico) a Latina, Rieti, Bracciano, Colleferro e Guidonia».

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