Nato e cresciuto a Monti, Di Perna viene definito un «capo popolo, uno che tutti rispettano». Fa il pittore e l’ultima mostra l’aveva dedicata proprio al suo quartiere: «Baci da Monti», il titolo dell’esposizione. «In questo antico e magico Rione – aveva detto Massimiliano commentando la mostra – inizia il mio cammino artistico. Angoli, piazze, facciate e finestre. E poi fontane da cui sgorga l’acqua in un silenzio suggestivo, i vicoli di questo pezzo di Roma, le lunghe passeggiate notturne, muri scrostati con mille pieghe e colori».
Lo zio del pittore dice di conoscere anche Christian Perozzi, uno degli aggressori di Alberto: «Un ragazzo che ha sempre avuto un grande senso di protezione verso gli abitanti del quartiere». Un quartiere che un po’ imprigiona, amato così tanto da chi ci è cresciuto da vivere con un po’ di insofferenza «i nuovi arrivati», quelli che affollano il sabato sera piazza della Madonna dei Monti e quelli che hanno comprato gli appartamenti della zona, che con gli anni hanno acquistato sempre più valore. Quel valore che ha costretto i nonni di Christian ha lasciare l’appartamento di famiglia di via del Boschetto. «Sono stati sfrattati qualche anno fa» racconta Stecchiotti. Anche i genitori di Christian non abitano più a Monti, ma lui è rimasto affezionato a quel quartiere tanto da tatuarsi sul cuore il simbolo del rione e a dar vita insieme agli amici alla Brigata rione Monti. di L. Bog.
