25 ottobre 2014 · Ultime notizie:

Anniversario del rastrellamento, al Quadraro nasce Q44

Parco XVII Aprile 1944

Parco XVII Aprile 1944

Oggi il Quadraro ricorda il rastrellamento del 17 aprile del 1944, quando oltre mille uomini vennero catturati dall’esercito tedesco per essere portati a lavorare in Germania. Lo fa attraverso l’arte, la musica e un’iniziativa il «Tavolo Q44» nato per organizzare iniziative in memoria di uno dei momenti più duri vissuti a Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. L’idea è dei Municipi X e Vi e della Provincia che hanno siglato un protocollo d’intesa per tenere viva il ricordo di quel giorno. Alla fine 947 romani furono portati a lavorare per l’industria bellica nazista. Li chiamarono «Gli schiavi di Hitler» e almeno 150 non sono mai tornati. Sisto Quaranta, oggi 87 anni, uno degli ultimi superstiti di quel giorno insieme a Patrizio Marra, un altro dei deportati, ha detto l’altroieri ieri di non «avere più alcun rancore verso il popolo tedesco». «Gli uomini delle SS ha detto erano dei fanatici senza Dio. Ma degli altri tedeschi ho sempre avuto stima e oggi siamo tutti in Europa». Quaranta questa sera verso le undici sarà in via dei Corneli 27, al Quadraro, dove verrà letto un testo di Antonio Gramsci: «Odio gli indifferenti».

Ma le ruggini della Storia non sono sparite per tutti. Secondo sandro Medici, di Sinistra e Libertò, presidente del X Municipio, «c’è indifferenza da parte del Campidoglio nei confronti delle manifestazioni per il Quadraro». Aggiunge Medici: «Come ha fatto il comandante Bentivegna (l’uomo della bomba a via Rasella morto alcuni giorni fa, ndr) abbiamo chiesto asilo politico alla Provincia di Roma». «In questi ultimi anni sostiene il minisindaco del VI Municipio, Giammarco Palmieri c’è stato un disinteresse totale da parte delle istituzioni. L’iniziativa del Q44 (Quadraro 1944, ndr) nasce dal territorio e dalle sue forze sociali. Serve per mettere in contatto la Resistenza con le resistenze moderne perché la guardia non deve essere mai abbassata così come la memoria deve essere sempre tenuta viva». Per il presidente della Provincia, Zingaretti, si tratta di una «parentesi che serve per non far cadere nell’oblio una parte importante della storia di Roma». Il sessantottesimo anniversario del rastrellamento, per i promotori di «Q44», va dedicato «al comandante Sasà Bentivegna».

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