24 aprile 2014 · Ultime notizie:

Gala Roberto Bolle and Friends alle Terme di Caracalla

Roberto Bolle

Roberto Bolle

Serata specialissima questa sera alle Terme di Caracalla, ideata espressamente per il pubblico degli amanti della danza da colui che ne è anche il principale protagonista: Roberto Bolle, il ballerino italiano più celebre del mondo nonché il più amato da schiere fittissime di fan disseminate letteralmente ovunque sul nostro pianeta. Accanto a Bolle, che farà gli onori di casa, dieci primi ballerini di prestigio internazionale si sfideranno amichevolmente sulla scena in un programma che mescola con arguzia brevi pezzi d’occasione firmati da autori contemporanei (Claude Brumachon, Itzik Galili, Jiri Bubencek, Eric Gauthier, Christian Spuck) a celebri capolavori del Novecento, opera di maestri della coreografia quali John Cranko (Romeo e Giulietta, passo a due dal I atto), George Balanchine (Tchaikovsky Pas de Deux), John Neumeier (La dama delle camelie, passo a due dal III atto) e Roland Petit (passi a due da Carmen e da Thais). Al grande Roland Petit, scomparso appena qualche giorno fa, è dedicata poi tutta la seconda parte della serata, che propone fortunatamente per intero quello che è da molti considerato il suo capolavoro: le Jeune-homme et la Mort, balletto di atmosfera esistenzialista creato nel 1946 su libretto di Jean Cocteau e musiche di J. S. Bach.

Interessante notare la provenienza e la nazionalità degli splendidi talenti coinvolti in questa scintillante serata: dalla prestigiosa compagnia di Stoccarda arrivano ben quattro stelle: Maria Eichwald originaria del Kazakistan e Marijn Rademaker, olandese, Alicia Amatriain nata a San Sebastiàn, capitale dei Paesi Baschi spagnoli e il canadese Jason Reilly; dalla compagnia dell’Opera di Monaco di Baviera la spagnola Lucia Lacarra e l’albanese Marlon Dino, da Dresda Jiri Bubencek e da Amburgo il fratello, Otto Bubencek originari della Repubblica Ceca; da Berlino il moldavo Dinu Tamazlacaru e dal Kirov-Marinskij di San Pietroburgo la squisita Evgenia Obratzova.

E’ il caso di dire che il talento non ha confini: su undici protagonisti si contano ben dieci diverse nazionalità. Ha invece, in questo caso, confini precisi il territorio in cui professionalmente questo stesso talento viene valorizzato: su undici stelle di prima grandezza ben nove provengono da compagnie localizzate nelle maggiori città della Germania: solo una dall’Italia (Bolle) e una dalla Russia (Obratzova). Un dato sul quale varrebbe la pena riflettere.
Il Gala Roberto Bolle and Friends riprende la fortunata formula inventata – un po’ per felice sfrontatezza un po’ per dispetto – dal grandissimo Rudolf Nureyev (che del nostro Roberto è stato, quando giovanissimo ancora studiava alla scuola di ballo della Scala, il primo mentore): si racconta che il grande Rudy, escluso, perché giudicato non al massimo della forma, dalla stagione del Covent Garden, e deciso a dimostrare di essere ancora e sempre il numero uno, raccolse nel vicino teatro Colosseum un gruppo di sfolgoranti stelle sue pari, totalizzando una serie sfolgorante di tutto esaurito e rubando ogni sera il primato alle stelle del Royal Ballet.

Da allora molti altri hanno ripreso questa formula senza riuscire a replicare il successo di quella prima volta. C’è riuscito invece, in numerose occasioni, proprio Bolle, che ha rinnovato la formula escludendo, di regola, i brani troppo scontati e superclassici e riuscendo immancabilmente a fare il pieno di spettatori. Un successo che gli arriderà sicuramente anche stasera a Caracalla dove da tempo sognava di danzare, come ha confessato per la prima volta proprio sulle pagine di questo giornale. di Donatella Bertozzi

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